History of the Language
Posted: Wednesday, April 06, 2011
by IvanPetryshyn
Ivan Petryshyn
L'autore italiano Eduardo Boncinelli ha scritto una vasta recensione nella "Corriere della Sera" (Giovedi 30, 2010, P.30) sul saggio "il linguaggio e la mente" di Noam Chomsky. E sato un articolo che mi ha ispirato di scrivere un commento subito sulla pagine del giornale.
I problemi per speigare tutta l'evoluzione della lingua sono molteplici. E la risoluzione di quelli dipenderebbe dalla filosofia del ricercatore:
2. se no, potrebbe sostenere un approccio evoluzionario: la lingua si e' stata sviluppata come un logico, necessario per l'uso dell'uomo pensante.
E se cosi', possiamo confirmare che
NELL LINGUAGGIO PRIMITIVO
1.i certi segnali animalistici che hanno usato i primi uomini si hanno sviluppato nei suoni codificanti delle certe realta' della vita quotidiana:
a/ le imitazioni naturali secondo le capacita' sensibile dell'uomo (come "ullullare", "urlare", "sussurrare", ecc.);
b/ l'approssimazione sonorica delle azioni ed eventi naturali;
c/ i gesti, una proiezione sugli oggetti concreti;
d/ il nominare degli oggetti concreti per absentia (lo sviluppo della memoria e dell'immaginazione);
e/ lo sviluppo del "linguaggio-base comune" limitato dell'uomo primitivo;
d/ l'ellaborazione della certa struttura armonica degli suoni della codificazione, della lunghezza delle parole primitive, le regolarita' della codificazione-decodificazione, l'assegnare dei certi sensi ai vocaboli primitivi;
e/ l'evoluzione del "linguaggio" dal comune al specifico (dal comune al vicino, al alterato, all'altro, al diverso; dal noto al sconosciuto).
L'EVOLUZIONE DEGLI SUONI
1. dall'amorfo, impuro, impreciso al preciso, piu' chiaro;
2. dalle combinazioni delle consonanti e vocali "impure" alle collocazioni consonantiche /dz,dzh, kw, ts,ch, sh, shch, rz, rzh/ al tempo, quando si discernono i gutturali e i sibillanti;
3. dalle collocazioni consonantiche che includono i semivocali /j, w, h, hw, wh, wj, jw, *h, *hn, x.../ alle consonanti palatalizzate e/o iotate;
4. lo sviluppo dei gruppi consonantico-vocali ai gruppi semivocalici, ai gruppi delle vocali tese, dipendente dalle consonanti vicine;
5. l'evoluzione delle vocali tese nelle vocali proprie che si potrebbe rappresentare nello modo seguente (ci possono esserci anche le altre variazioni):
w/h/g/j+a>w/h/g/j+ae>w/h/g/j+a*>w/h/g//j+e>w/h/g/j+ea>e+w/h/g/j
A>AE>A*>E>EA>EJ>EW>EH
>i+w/h/g/j/+ie>i+j/w/h/g/j>
I:/IJ/II/I/ " (palatalizzazione)
>wa+h/g/j/w> O
OA
>we+j/g/h/w> EU
OJ/OI
>ga+j/g/w/h/j> AU
AJ/AI
>ja+j/g/h/w>
JA/IA
>wh/g/j/h+a > WA>WO:/WO
>woo>WU:/WU > U...
Conclusione:
1. lo sviluppo dei segnali connotativi ai vocaboli imitativi/omonatopeici fino alla formazione delle parole bi-tre-quattro sillabiche formava il vocabolario-base primitivo;
2. i metodi della codificazione/dicodificazione dipendenti dalle possibilita' fisiologiche si formavano pian-piano dipendenti dalle necessita' dell'uomo primitivo identificando gli oggetti concreti, sviluppando la mente, la memoria, l'immaginazione (dal concreto ad astratto) prestabilendo le lunghezze dei lessemi primitivi assegnandovi alcune caratteristiche grammaticali;
3. lo sviluppo delle collocazioni delle consonanti e vocali tese, e poi- semi-tese, nelle sillabe tese o indipendenti, nelle radici incambiabili e alterabili, e poi- nelle sillabe e radici cambiabili per motivi articulatorii tende a formare delle certe regolarita' (e poi-regole) grammaticali logiche;
4. i gutturali primitivi e le semi-consonanti si sviluppano nei suoni ben distinti connessi con le semi-vocali (sviluppate dalle semi-consonanti), che, nell'ordine del tempo danno uno sviluppo alle vocali proprie, dittonghi e trittonghi, essendosi le cause dell'apparizione delle consonanti palattalizzate e delle vocali iotate;
5. la teoria delli sviluppi fonetici, grammaticali e semantici sembra d'essere evoluzionaria ed evoluzionante seguendo la regola "dal semplice al complesso, dal primitivo all'ellaborato, dal percepito all'organizzato, dall'amorfico al logicamente organizzato e all'armonizzato in senso delle interdipendenze linguistiche".
IVAN PETRYSHYN U*S*A*
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